Metodo montessori

Lo sviluppo del bambino tra 0 e 3 anni

Maria Montessori nutriva un forte interesse per la vita umana sin dai suoi inizi. Ne ha rilevato l’importanza osservando il periodo tra 0 e 3 anni e le sue specifiche caratteristiche.
Lo sviluppo del bambino non è lineare. Si compie per balzi in avanti.

Da 0 a 2 mesi

Nelle prime sei settimane il neonato è in simbiosi con i suoi genitori, in particolare con la sua mamma. Vive di amore e di latte. In questo periodo, la ripetizione di esperienze positive assicura la buona integrazione tra il corpo e la mente del piccolo che si fida dell’ambiente che lo circonda perché sente che le persone possono soddisfare le sue necessità. Questo lo rende ottimista! Dal punto di vista motorio, a una o due settimane è capace di orientare la mano verso un oggetto che gli viene mostrato. È il momento in cui inizia a fissare lo sguardo. Non emette ancora nessun suono in senso stretto ma piange: è la sola modalità di comunicazione di cui dispone per esprimere i suoi bisogni. Poiché all’inizio della sua vita, passa molto tempo a dormire, approfittiamo dei momenti in cui è sveglio per comunicare con lui. Più siamo presenti e disponibili, più il legame è forte. Ciò contribuisce alla sicurezza di base del bambino.

Da 3 a 4 mesi

Il bambino alza a poco a poco la testa e riesce a tenerla su. Si rotola sul fianco, scopre le sue mani e le osserva con attenzione. La vista migliora, gira la testa quando stimolato da rumori. Osservare i volti lo appassiona e fissa le labbra di chi parla. Inoltre cerca a sua volta di produrre dei suoni.

Da 5 a 6 mesi

Il piccolo comincia a stare seduto con degli appoggi; non dovremmo incoraggiare a farlo se non è lui a prendere l’iniziativa. Gli piace esplorare l’ambiente intorno a lui e accresce le proprie esperienze perché ora è capace di impadronirsi di un oggetto e di portarselo alla bocca. I movimenti volontari sono in numero sempre maggiore. Anche il suo linguaggio si sviluppa e comincia a balbettare.

Dai 7 ai 10 mesi

Il bambino sta seduto da solo e comincia a muoversi. La sua coordinazione motoria si sviluppa grazie all’allargamento del perimetro di esplorazione. In questo periodo inoltre distingue i volti familiari da quelli sconosciuti. Prende coscienza della propria individualità. Se in questa fase non teniamo conto della sua necessità di essere rassicurato quando incontra una persona nuova, il bambino può sviluppare una certa ansia. È perciò importante non mettergli fretta e non forzarlo ad andare tra le braccia di persone non familiari. Lasciandogli il tempo di fare conoscenza tutto andrà per il meglio perché il bambino si sente rispettato.

Dagli 11 ai 13 mesi

Questa è l’età in cui di solito viene acquisita la capacità di camminare ma alcuni bambini camminano prima e altri si prendono del tempo fino all’età di 18 – 20 mesi. Continua a indicare con il dito ciò che lo interessa e chiede sempre più oggetti per sperimentare. Gli piace molto comunicare e inizia a dire le prime parole. Inoltre comincia a esprimere il rifiuto e a delineare la propria personalità.

Dai 13 ai 18 mesi

Il bambino cammina con passo sempre più stabile e presto le scale non sono più un segreto per lui, infatti inizia ad arrampicarsi dappertutto. Lo stesso vale per la motricità fine: coordina le azioni con le due mani e i suoi gesti sono molto più fini. Gli piace giocare da solo e dà prova di grande abilità nel concentrarsi quando focalizza l’attenzione su una attività; gli piace ripetere le attività. Sviluppa il suo linguaggio e assimila un numero sempre maggiore di parole nuove. Inizia a fare delle conversazioni e a combinare piccole frasi.

Dai 18 mesi ai 2 anni

La fiducia in se stesso si rafforza nelle sue numerose attività. Si perfeziona la motricità fine e la coordinazione occhio – mano. Osserva le persone che lo circondano e cerca di imitarle. Comincia a utilizzare verbi e a costruire progressivamente delle frasi. Gli piace mangiare da solo. Inizia a capire le regole e a distinguere ciò che può fare o non fare. La sua personalità si sviluppa e il suo carattere si afferma, attraversa una fase di opposizione, così sviluppa l’affermazione di sé.

Dai 2 ai 3 anni

Costruisce la propria autonomia e prende un numero sempre maggiore di iniziative. Ha bisogno di camminare molto, per questo bisogna abbandonare sempre di più il passeggino. Lo incoraggiamo a camminare e ci adattiamo al suo ritmo. Inoltre dobbiamo aiutarlo a diventare indipendente, facendolo partecipare alle sue cure, alla sua igiene, ai lavori di casa e in cucina. Dal punto di vista del linguaggio, gli piace ripetere tutto ciò che ascolta e interrogare chi lo circonda per assorbire nuove parole. La fase oppositiva è talvolta sconcertante e estenuante ma necessaria per la costruzione di sé. Tale fase è più semplice se il bambino si sente considerato.

Conoscere in anticipo la successione delle fasi che ogni bambino passa dai 0 ai 3 anni consente di osservare e di riconoscere gli stadi che lo portano alla coscienza di sé e all’autonomia, grazie alla sua mente assorbente e a seguire i periodi sensitivi che attraversa.

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