Metodo montessori

I bisogni dei bambini tra 0 e 3 anni

I bisogni fondamentali dei bambini sono 3:

  • il bisogno di concentrarsi
  • il bisogno di libertà ma con dei limiti
  • il bisogno di prendere coscienza di sé come individuo

Il bisogno di concentrarsi

Fin dalla nascita il bambino è capace di concentrarsi anche se l’ambiente circostante spesso glielo impedisce. Concentrandosi il bambino sviluppa la sua capacità di farlo, nonchè la durata, la qualità e la frequenza. L’adulto lo incentiva semplicemente rispettando la sua spontanea capacità di concentrarsi nell’attività scelta e gradita. Il bambino si sente motivato se l’azione concentra in modo naturale la sua attenzione. Il bambino costruisce in questo modo le sue immagini mentali e le connessioni neurali. Se evitiamo di interrompere il bambino quando la sua attenzione è assorbita da qualcosa, lo aiutiamo a aumentare la sua naturale capacità di concentrarsi. Inoltre è fondamentale dargli la possibilità di scegliere le proprie attività pedagogiche e di ripeterle ai suoi ritmi. Quindi la linea da seguire è rispettare l’attività spontanea del bambino purchè sia strutturata e abbia uno scopo.

Il bisogno di libertà e di limiti

Ogni bambino deve trovare la propria vocazione, perchè ognuno porta con sè il proprio progetto, che può realizzarsi solo se cresce liberamente. Ma essere liberi non è fare tutto ciò che vogliamo senza curarsi di niente e di nessuno. libertà significa seguire una libertà interiore consapevole delle leggi della natura e degli uomini. Bisogna offrirgli un ambiente stabile e duttile che lo aiuti ad acquisire la propria indipendenza. L’ambiente deve essere curato e provvisto di limiti, indispensabili per qualsiasi adattamento sociale. Chi può fare tutto ciò che vuole non è libero, è solo. Tra 0 e 3 anni l’adulto deve accettare la libertà e  le iniziative del bambino e il bambino deve accettare dei doveri. Ubbidire è rinunciare alla propria volontà e alla propria libertà a beneficio di quella di un altro, senza che ci sia per forza una ricompensa. É un atto che presuppone una presa di coscienza di sè e dell’altro, che non avviene prima dei 2/3 anni. L’ubbidienza poggia su una duplice fiducia: nell’adulto e quella che deriva dal fatto che, dopo aver subordinato la propria volontà a quella di un altro, egli ritroverà il proprio libero arbitrio. Quello che noi chiamiamo capriccio non è altro che l’espressione di una sofferenza del bambino costretto ad accettare la volontà di un altro mentre la sua forza interiore lo spinge a crescere. La cosa migliore è cercare di capirlo. Quando il bambino si sente capito, le sue reazioni violente cessano subito. La maggior parte delle volte il “capriccio” è una richiesta di poter fare da solo. Se consideriamo il capriccio come  un difetto da correggere, rischiamo a lungo andare di vedersi sviluppare delle devianze, come confusione mentale e inibizione.

Il bisogno di prendere coscienza di se stesso come individuo

La presa di coscienza di se stesso si elabora poco a poco fino ai 3 anni. Il bambino ha la necessità di costruire la propria identità e lentamente si distingue da coloro che si prendono cura di lui. Il bambino ha bisogno di fare da solo. Se viene troppo spesso ostacolato in questa necessità fondamentale, entra in conflitto con il proprio ambiente. Quando facciamo le cose al suo posto, arrechiamo danno al suo corretto sviluppo e sviamo le sue energie. É indispensabile che compia tentativi, sbagli, provi, ricominci da solo, unendo soddisfazione e fiducia in se stesso. Crescere è diventare autonomi, cioè potersi sentire sicuri quando si è soli.

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